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Giuseppe Cafaro è Ambassador di SBL24

By 11 Giugno 2024Agosto 29th, 2024No Comments

Anche il Prof Giuseppe Cafaro è Ambassador dell’edizione 2024 di Smart Building Levante e afferma:
SMART BUILDING LEVANTE  si svolge in un territorio che da sempre ha l’aspirazione a diventare riferimento e traino per l’applicazione delle tecnologie più moderne, per uno spinto sviluppo industriale che si estenda anche ai comparti tradizionali dell’agricoltura e del terziario. Non sempre questa propensione è stata coronata da un pieno successo, come ovvio che accada per qualunque realtà inserita in contesti globali e sovranazionali, ma mai è venuta meno la dinamica attività dell’intero corpo sociale del territorio Pugliese nella direzione descritta.
Non abbiamo tempo in questa sede nel dilungarci in analisi socioeconomiche dettagliate ma basta citare alcune storiche tappe:

  • L’esistenza della Fiera del Levante dal 1929 a testimonianza di un territorio che guarda al suos esterno;
  • La fondazione nel 1969 del Centro Studi Applicazione Tecnologie Avanzate;
  • Nel 1984 fu creato il primo Parco Scientifico e Tecnologico dell’Italia meridionale denominato Tecnopolis Novus Ortus;
  • La pianificazione del triangolo Industriale BARI -TARANTO – BRINDISI negli anni ’60;
  • La Puglia definita già dagli anni ’70 la California d’Italia;
  • La fondazione nel 1990 accanto alla Università degli Studi di Bari del Politecnico che si affianca a quelli di Milano e Torino, restando l’unico del SUD;
  • Il fisico[1]barese Mario Ricco inventa il common rail  sviluppato e pre-industrializzato dal Gruppo Fiat (Magneti MarelliCentro Ricerche Fiat filiale di Bari ed Elasis) ed industrializzato da Bosch. Il lancio mondiale per le vetture di serie avvenne nel 1997  e la BOSCH si insedia nella zona Industriale di Bari con le tre divisioni Diesel, Sistemi Frenanti e centro Ricerche;
  • Si lancia la joint venture scuola industria con sezioni di Meccatronica.

Si potrebbe continuare con altre puntuali considerazioni per le quali si vuole semplicemente mostrare come la Puglia, e Bari in particolare, ospitano lo SML per presentare le potenzialità della regione ad una territorio meridionale, nazionale e sovranazionale: l’est soprattutto posta la difficoltà momentanea di agire nei confronti del nord-africa, dei paesi Arabi e di Israele. Con questi territori i rapporti però non sono mai cessati soprattutto, e non solo, nel campo agroalimentare e della logistica.

Dunque una terra, la Puglia, aperta alle nuove tecnologie, pronta ad utilizzarle, pronta a svilupparle e pronta a venderle.

Ecco perché ospiteremo chiunque voglia proporre iniziative economiche, di applicazioni tecnologiche avanzate, di iniziative culturali e formative finalizzate allo sviluppo della forza lavoro necessaria per potarle avanti nel territorio.
Ecco perché non abbiamo alcuna timidezza nell’offrire a chi verrà ciò che il territorio è in grado di proporre nei medesimi campi citati.La Puglia è una regione con uno sviluppo costiero pari a 784 km, ai quali si devono aggiungere i circa 50 km delle isole Tremiti. E’ atavica il suo affacciarsi sul mare per aspettare chi arriva e chi ritorna dopo essere partito, perfino il santo protettore del Capoluogo, San Nicola, proviene dalle terre d’oltre mare, è scuro di carnagione ma è Barese, perché questa è terra di accoglienza.
Questo esteso perimetro costiero contiene una terra in gran parte naturalmente fertile, ma in parte dissodata con grande fatica da una popolazione dedita al sacrificio del lavoro, sacrificio a cui è sopravvissuta la capacità di trasformare le dure pietre tolte ai terreni in costruzioni e in arte, dove la nuda pietra è resa viva da mirabili giochi di luce creati dal sole e dalla sua ombra.
Su questa terra assolata ed un tempo sitibonda è nato uno dei più estesi acquedotti d’Europa ed una delle agricolture più vive ed apprezzate del mondo.
Orgogliosi quindi di ospitare SML sicuri di poter dare ai partecipanti di più di quello che riceveremo.
La Puglia costituisce una regione con delle grandi potenzialità di sviluppo nel campo delle energie rinnovabili, ma anche dell’innovazione.
Quali saranno secondo lei i temi cruciali che una manifestazione come Smart Building levante dovrà affrontare per far incrociare mercato e territorio?
La Puglia ha sempre avuto una vocazione a produrre energia, si direbbe a partire dall’energia umana.
Esaminando i dati del 2022 di TERNA, unici ufficiali, risulta che la Regione è seconda solo alla Lombardia come quantità di energia elettrica prodotta ma ha il più ampio surplus di produzione energia elettrica in ITALIA, mentre la Lombardia deve importare da fuori Regione la quanta parte necessaria a coprire la domanda.
Un secondo aspetto non meno importante è che a fronte di tale quantità di energia elettrica prodotta il 40 % proviene da fonti rinnovabili di energia.
Questa vocazione non è per niente esaurita e continuerà utilizzando una vasta parte di territorio idonea e non sottratta all’agricoltura e lo stesso agrivoltaico che consentirà lo stesso sviluppo di una agricoltura moderna.
Per altro il territorio pugliese è quasi tutto esente da fenomeni naturali disastrosi, basti pensare che dal territorio Barese in giù non vi sono particolari vincoli di sismicità.Bari diventa lo snodo della rete di trasmissione dati nel mediterraneo. Per sostenere la crescita del mercato delle interconnessioni in rete nel crescente mercato del Mediterraneo due progetti proposti ed attuati da Alcatel-Lucent e Interoute. I due network operator sono impegnati, infatti, nella messa a punto di reti che vedono nella città di Bari lo “snodo” verso i Paesi del Mediterraneo.
E’ sin dal 2009 che si è costituito presso il Politecnico di Bari il DPI (DISTRETTO PRODUTTIVO DELL’INFORMATICA), associazione non a scopo di lucro ma che ha contribuito allo sviluppo
Nuovo Polo di Innovazione Tecnologica del Gruppo Lutech, società leader in Italia nei servizi e nelle soluzioni ICT con oltre 3.000 dipendenti e un fatturato di 466 milioni di euro, presso il Parco scientifico tecnologico Tecnopolis dell’Università degli Studi di Bari a Valenzano.
Grazie a un investimento strategico complessivo di 14 milioni di euro, il gruppo amplierà in maniera significativa la sede preesistente di Valenzano con l’inserimento immediato di 60 tra neolaureati e tecnici esperti, per i quali sono già in corso le selezioni, e la realizzazione di un nuovo data center. Il piano prevede ulteriori investimenti per l’assunzione di 100 tecnici all’anno nei prossimi cinque anni, facendo della sede di Bari un vero e proprio centro di nearshoring per il Gruppo Lutech.
L’iniziativa del Gruppo Lutech, promossa all’interno del progetto Lutech Digitale 4.0 e nel contesto del programma regionale “Aiuti ai programmi di investimento delle grandi imprese”, è stata oggetto di una determina regionale e si è sviluppata in collaborazione con il Politecnico e l’Università degli Studi del capoluogo pugliese. L’obiettivo è stato quello di creare un Polo di Innovazione per lo sviluppo di soluzioni applicative basate su architetture a microservizi, insieme a tecnologie innovative che utilizzano algoritmi sofisticati di artificial intelligence e con ampia applicazione di realtà aumentata ed estesa.In realtà il fenomeno dell’insediamento di grosse aziende del settore informatico e trasmissione dati è molto più vasto della significativa punta di iceberg messa in evidenza.
I fattori concomitanti che portano a rendere il territorio particolarmente ricettivo sono:

  • L’ampia disponibilità di laureati sfornati dai corsi di laurea specialistici del Politecnico ed Università degli Studi;
  • La disponibilità di energia proveniente da fonti rinnovabili disponibili per l’alimentazione di CED sempre più energivori;
  • Caratteristiche geomorfologiche del territorio che consentono investimenti non proibitive per la costruzione dei CED;
  • La collocazione baricentrica della città di Bari rispetto alla rete internazionale e, soprattutto, l’interfaccia informatico e TD verso Est. Dalla fiera del Levante allo Smart Building Levante alla rete del Levante.

Di tanto si dovrà parlare allo SML sia per preparare professionisti ed imprese all’attività di progettazione e realizzazione dei grandi CED sia per cominciare a sollecitare una programmazione territoriale di una fornitura a km ZERO dell’energia elettrica.
Certo è da considerare l’obiezione che tali argomenti possano essere appannaggio solo delle grandi iniziative imprenditoriali e, quindi, dei grassi studi tecnici e della macro imprese.La realtà della esecuzione delle opere insegna, però, che non esiste alcuno studio tecnico ed alcuna impresa che sia in grado di svolgere in totale autonomia i grandi lavori. Essi possono organizzarli, controllarli e gestirli ma devono coinvolgere una forza lavoro necessariamente distribuita fatta da unità operative più snelle ma necessariamente in grado di garantire la qualità richiesta.
Infine la digitalizzazione ha la ricaduta negli utilizzi in scala minore: dalla rete internazionale si arriva a quella regionale (si pensi ad Open Fiber) ed infine all’ultimo miglio, quello che entra nelle case favorendo il cablaggio strutturale e la realizzazione di impianti idonei alla gestione intelligente nell’edificio dei servizi, delle energie, della sicurezza e del benessere.
Questi aspetti richiedono l’aggiornamento di imprese e professionisti che, pur già introdotti nel settore, vanno aggiornati sull’impetuoso sviluppo di nuove soluzioni tecnologiche.
E’ dunque necessario attivare piani di attività dello SBL che garantiscano l’aggiornamento della Informazione, del Fare e del Sapere, per rendere immediatamente efficace l’oggi e chiara la direzione verso la quale dobbiamo orientare i nostri investimenti economici e culturali.

 

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