IDA, l’associazione italiana dei costruttori e operatori di Data Center, è nata a dicembre 2022 con l’intento di mettere insieme le aziende più rilevanti del settore per costruire uno spazio comune da cui operare per il riconoscimento e lo sviluppo di un’industria dei Data Center forte ed efficiente in Italia.
Seguendo la nostra mission operiamo su una molteplicità di fronti diversi, come il rafforzamento della presenza dei data center sul territorio, la promozione dell’efficienza energetica e sostenibilità sociale ed ambientale, lo sviluppo di talenti e competenze del Settore, così come la ricerca di una regolamentazione sempre più chiara ed esaustiva– come dimostrato con la presentazione della proposta di legge delega al Governo sui Data Center.
Entrando nel dettaglio delle nostre attività, siamo organizzati in Gruppi di Lavoro interni (comitati tecnici) che intervengono quotidianamente in 5 aree chiave per l’associazione: Riconoscimento del Settore, Accesso e Costo dell’Energia, Sostenibilità, Permessistica ed Educazione.
L’intervista a
Laura Castagna – Board Member IDA, Group Director Data Centers & Technical Infrastructures Retelit Group e Luigi Sangiorgio – Board Member IDA, Director of Operations Italy Digital Realty
Perché avete deciso di partecipare a SBL24 e cosa vi aspettate dalla Manifestazione?
In IDA guardiamo con interesse alle ultime novità relative alla diffusione delle infrastrutture tecnologiche nel nostro Paese: per questo riteniamo che l’evento rappresenti un osservatorio speciale per approfondire i trend dello sviluppo dei Data Center, in ottica di studiare più a fondo la crescita economica del Sud Italia.
Qual è il ruolo del Sud Italia nel contesto dell’innovazione e dell’integrazione tecnologica, in tema di home, building & city?
Il Sud Italia
sta assumendo un ruolo crescente nel panorama dell’innovazione nel settore home, building & city, anche per quanto riguarda la realizzazione di Data Center.
Secondo le nostre ricerche, la capacità dei cavi sottomarini del Mediterraneo crescerà in maniera rilevante: questo fa sì che sempre più paesi e aree metropolitane saranno collegati da cavi sottomarini, creando nuovi approdi dove i Data Center possono creare un ecosistema collegato (come ad esempio Genova, ma anche Roma, Barcellona e Creta).
Entrando nello specifico della nostra Penisola, sebbene Milano sia stata al centro della crescita, emergono nuovi hotspot: un forte interesse per lo sviluppo di data center si sta manifestando a Padova, Bergamo, Roma, ma anche nel Sud Italia, con Napoli e Bari che, insieme alla Sicilia, già approdo naturale di molti cavi sottomarini da decenni, risultano tra le aree emergenti per la costruzione di infrastrutture tecnologiche.